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Van gaal elogia il suo ex-vice Mourinho


Van gaal elogia il suo ex-vice Mourinho

Un rilassato Louis Van Gaal ha affrontato i media di tutta Europa nella conferenza stampa di vigilia di Inter-Bayern Monaco: durante la quale non sono mancati apprezzamenti per il suo ex-vice Mourinho: "Non esprimo giudizi, contano i risultati - ha detto - ha fatto tantissimo per l'Inter, che è diventata vincente con lui. Siamo diversi nel gioco, simili invece nelle filosofie tattiche e psicologiche. E' il migliore della sua generazione".

Continue, insistite le domande dei giornalisti sull'ex-allievo diventato rivale: con Van Gaal, però, per una volta bravo a giocare in difesa e a non offrire nessun tipo di assist polemico al suo dirimpettaio. "Lui vede il calcio in una maniera più difensiva, ma ha dei calciatori che possono decidere una partita. E' una scelta di gioco. Io, semplicemente, la penso in un'altra maniera, giochiamo per noi e anche per il pubblico, dobbiamo fare un gioco che sia attraente. Abbiamo visto le partite giocate dall'Inter contro il Chelsea e il Barcellona, squadre che insieme al Manchester United per me rimangono le più forti d'Europa. Un allenatore deve sempre cercare un modo di vincere la partita e Mourinho l'ha trovato. Bisogna coinvolgere i calciatori sulla tattica e deve convincere i calciatori a vincere, questa è l'arte dell'allenatore. E in questo senso abbiamo uno stile simile. Che cosa ha preso da me? Bisogna chiederlo a lui, non posso dirlo io".

Gettonato, ancora una volta, il revival dei giorni di Barcellona. "Lo conobbi in una riunione con Bobby Robson, al termine della quale diventavo il manager del Barcellona dovendo occuparmi anche dei giovani. Lui stava rimanendo fuori e si arrabbiò moltissimo. Questo mi colpì e scelsi di averlo con me, dimostrava carattere e un allenatore che aveva già lavorato lì poteva dirmi molte cose. Se è il più grande allenatore di oggi? Se parliamo della sua generazione, direi proprio di sì. Io? Non posso giudicare me stesso. Così come non spetta a me dire se lui e il suo gioco vanno bene o no per il Real Madrid".

Per quanto riguarda il Bayern, il suo approccio alla partita, le sue aspettative, Van Gaal ha cercato soprattutto di sottolineare la filosofia di questa squadra, che anche in un appuntamento fondamentale si aspetta di vedere giocare bene: "La mia filosofia è quella dell'attacco, giocare all'attacco, giocare nel campo dell'avversaria. La Germania ci segue e cercherò di dare un'immagine positiva del Bayern. E' un po' cambiata durante la stagione, abbiamo offerto un gioco interessante, per questo sonomolto contento e credo che sia per questo che tutti i tedeschi faranno il tifo per noi. E soprattutto i nostri tifosi, quelli del Bayern. Avremo 70mila spettatori all'Allianz Arena con lo schermo gigante. E speriamo di farli felici". Sarebbe il lieto fine di un percorso non facile, cominciato tra molte difficoltà: "Dal prmio giorno la squadra ha cercato di capirmi questo lo so, l'ho già detto. E' vero che è difficile perché io alleno non soltanto il cervello e la mente, ma anche i loro corpi, devo adattare i miei messaggi il mio modo di comunicare ai calciatori, ci vuole un certo periodo di tempo. Con l'Ajax ho avuto bisogno di 6 mesi per riuscire a comunicare, così pure a Barcellona e lo stesso qui. Sono un allenatore che segue un certo processo. Van Bommel lo hanno confermato, e loro hanno detto che dal primo giorno hanno auto una sensazione positiva".

Tanto lavoro che però, secondo il "guru" olandese, non può bastare a vincere partite "che si decidono con un dettaglio che può fare la differenza. Per esempio l'arbitro, che noi possiamo aiutare. Non può controllare tutto. In una partita, un episodio può decidere e non lo può controllare nessuno. Il Manchester si è lamentato contro di noi per l'espulsione di Rafael, il Barcellona ha reclamato per dei rigori: è l'arbitro che decide, e noi lo dobbiamo aiutare. Non può vedere tutto".

Avvertito, ma anche "tranquillizzato" Webb, arriva l'ora dei messaggi finali: "Chelsea, Barcellona e Manchester United sono le squadre migliori. Ciononostante, la Coppa la possiamo vincere noi. Abbiamo dimostrato il nostro livello e abbiamo avuto un pizzico di fortuna. Ma l'abbiamo meritata. Una squadra di livello più basso può vincere. E' lo sport, il calcio. Il miglior calcio d'Europa, quest'anno, l'ha giocato il Barcellona. Sono i dettagli che decidono le partite, o quando l'arbitro non fa quello che deve fare. Non voglio fare previsioni, dobbiamo concentrarci e basta. Concentrazione è la parola chiave. Ed è difficile. Guardate quanti siete qui per parlare di noi. Ci trasmettete l'attesa, l'ansia. Io sono qui per aiutare a concentare i calciatori. Più difficile che un match contro l'Hannover... Un altro discorso in Marienplatz? No no, pensiamo a vincere prima".


 

Tag: van gaal, madrid, mourinho, champion

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