Sprofondo Viola, Lazio 2-1
Nel primo anticipo della 3.a giornata di Serie A, la Lazio vince a Firenze per 2-1 e conquista, almeno fino a domenica pomeriggio, la vetta della classifica. Un successo meritato, quello dei romani, costruito in rimonta dopo il vantaggio iniziale dei viola colto da Ljajic su calcio di rigore al 16'. Ledesma ha pareggiato al 32' e quindi, al 22' della ripresa, il neo-entrato Kozak ha corretto in rete un tiro di Hernanes respinto da Frey.
LA PARTITA
Dal sabato del "Franchi" esce lanciata la Lazio, che prende tre punti dal valore più grande rispetto a quello di una vittoria alla terza giornata di campionato. Perché colloca da subito la squadra di Reja e Lotito in una posizione di classifica che, al netto delle tre prestazioni fornite in questo avvio di campionato, può pensare di mantenere senza il rischio di passare per presuntuosa o irrealistica. A questa Lazio piena di qualità a meta campo, con il buonissimo Hernanes ben supportato dai vari Mauri, Ledesma, Matuzalem, potrà fare male una squadra forte e dinamica, che sfrutti gli spazi aperti da un pacchetto di giocatori più tessitori che corridori. Identikit per nulla corrispondente a una Fiorentina irriconoscibile, in cui sta diventando certezza il sospetto che il progetto faccia acqua da tutte le parti.
Ai viola non è nemmeno bastato godere dell'inerzia favorevole, prodotta dal vantaggio colto su calcio di rigore generosetto (leggera trattenuta di Ledesma a Cerci) concesso da Damato e trasformato da Ljajic, giocatore che ben rappresenta la lacuna di questa Fiorentina: talento certo, ma fine a se stesso. E inoltre poca personalità, poca esperienza, pochissime idee chiare. Appena la Lazio, dopo lo svantaggio, si è rialzata dal tappeto e ha cominciato a fabbricare gioco, con i suoi palleggiatori padroni indisturbati di un centrocampo dove Montolivo e Cristiano Zanetti, già confusi di loro, annaspavano senza nemmeno scorgere un salvagente. Colto il pareggio, dopo vari avvertimenti, poco dopo la mezz'ora, la formazione di Reja ha continuato a mantenere il controllo del match dando sempre la sensazione di potere fare male al di là delle sporadiche scosse viola.
Nella ripresa, Mihajlovic ha provato a chiedere aiuto a Marchionni, più portato di Cerci a dare man forte al centrocampo, ma poco è cambiato. Dal nuovo entrato, giusto qualche lampo, come quella che porta Vargas a una pericolosa conclusione al 58': una chance costruita giocando di prima, in velocità, una chance che fa capire come si potrebbe ferire la Lazio. Ma la Fiorentina non è in grado, anche a causa dello sconsolante apporto di Montolivo, di fare gioco: la Lazio sì, e lo concretizza pure al 67', quando Mauri, il migliore tra i biancocelesti, crossa da sinistra e Hernanes ricama in piena area fino a una conclusione che Frey devia davanti alla porta spalancata. Arriva il giovane lungagnone Kozak, appena entrato al posto di Rocchi, e segna la rete che, nonostante manchi ancora parecchio all'epilogo, sa immediatamente di vittoria. La Fiorentina, infatti, è protagonista di un finale molle, nemmeno interpretato con le armi del fallo, della "botta", della grinta agonistica. Viene da chiedersi se questa può essere davvero una squadra targata Mihajlovic: la risposta è no, e tra pochi giorni questa potrebbe essere una risposta giusta anche dal punto di vista formale, perché la distanza tra la squadra, chi l'ha costruita (Corvino) e Sinisa sembra già incolmabile. In tanta depressione, l'unico sorriso spruzzato di viola lo provoca la curva, che con humour tutto toscano se ne esce con un "andate a scioperare" diretto ai beniamini in ribasso. In realtà, a Firenze, c'è ben poco da ridere.