Spareggio Champions, la Samp ad un passo dal sogno
E' la Sampdoria la vincitrice nei fatti dello "spareggio Champions" disputato al "Barbera" col Palermo. Perché l'1-1 finale mantiene i blucerchiati al quarto posto con due punti di vantaggio sui rosanero. Partita tirata ma corretta, esplosa nella ripresa col vantaggio della Sampdoria (Pazzini su rigore) e la reazione del Palermo che non riesce a bissare il pari ottenuto da Miccoli su rigore al 23'. Decisive due grandi parate di Storari.
LA PARTITA
Il verdetto non è emesso. Ci sono ancora Sampdoria-Napoli e Atalanta-Palermo. Ma la sensazione di quello che deciderà la giuria è palpabile: genovesi in Champions League e rosanero in Europa League. Lo harakiri della Juventus, che di fatto ha svuotato di stimoli anche il Napoli (già sicuro del sesto posto) è insieme all'1-1 dello scontro diretto la prova che, salvo sorprendenti ribaltoni, condannerà Miccoli e compagni. Traguardo comunque da applausi, per il Palermo, ampiamente sopra le aspettative; ma che certamente, visto come si era messo il campionato, lascia un po' di amaro in bocca a Zamparini e a tutta la gente rosanero che ha riempito il "Barbera" per assistere a quella che sarebbe stata una vittoria storica.
E' il Palermo, in avvio, a prendere in mano il mazzo. Lo farebbe per dna e lo fa a maggior ragione visto che è la squadra che ha un solo risultato a disposizione, che deve vincere la partita. Liverani ragiona e smista, Pastore si fa intravvedere tra le linee e prova a innescare Cavani visto che Miccoli, al solito, cerca spazi lontano dall'area. Su di lui, Delneri ha allestito intorno al folletto del Salento una gabbia formata da Zauri, Palombo, Gastaldello: difficile trovare il varco per guizzi che invece offre Cassano. Destinatario delle numerose pelle recuperate dalla diga blucerchiata, il barese amministra e prova, appena può, la stilettata (sveglio Sirigu) o l'assist per gli inserimenti di Mannini e Tissone. I minuti regalano certezze alla Sampdoria, che soffre sempre di meno la pressione dei rosanero. E nella ripresa, dopo avere assorbito senza problemi tentativi sempre più timidi, la Samp colpisce. Sconcertante la facilità con cui Mannini, ignorato dai due centrali di Delio Rossi, è libero di controllare, girarsi, tentare un dribbling a Sirigu e finire per le terre non appena il portiere va inevitabilmente a contatto. Pazzini si incarica del tiro che vale una stagione: e non lo fallisce. Palermo e il Palermo sono a terra esanimi e il Dottor Rossi (non è Valentino, chiaramente) cerca di rianimarlo: fuori Cavani, dentro Hernandez. Ma è Miccoli, solo Miccoli che non vuole lasciare andare irrimediabilmente al largo la Champions League. Coadiuvato da una squadra ora più sbilanciata in avanti ,l'attaccante ci prova a ripetizione e ottiene un calcio di rigore, al 23', per una spallata di Zauri: fintando per spiazzare Storari si torce un ginocchio. Incidente ai confini della realtà, e altrettanto incredibile è che anche da zoppo sia lui a costringere Storari alla paratissima di giornata. E ora, il voltaggio della partita è altissimo. Palermo all'arma bianca, Samp ancora reattiva per ripartenze che possono fare male. La scena madre che, forse, decide, un campionato al 38': Budan sbaglia l'occasione più facile del mondo, un colpo di testa centrale, con Storari ancora a terra dopo avere respinto alla grande una bomba di Pastore. Il croato era entrato da pochissimo al posto di Miccoli, che, a dispetto del dolore, voleva rimanere in campo. Chissà se Delio Rossi, stanotte, ripenserà a quel cambio, e a Miccoli in area, solo, nella posizione in cui si è trovato Budan.