Ranieri: "onore ai vincitori"
Da Claudio Ranieri, in sala stampa, un'autocritica intrisa però di un filo di veleno verso l'Inter. E una bacchettata al suo capitano, Francesco Totti. ''Il suo e' stato un fallo di frustrazione che non doveva fare, peccato per un campione come lui che non deve fare certe cose: ha sbagliato perche' ora si parlera' solo di quello invece loro sono bravi a metterla su quel piano, e' scientifico''. Quando ha deciso di non fare giocare Totti dall'inizio? ''Domenica, perche' non puo' giocare ogni tre giorni''.
Poi il tecnico giallorosso continua con l'analisi. ''Nel primo tempo non abbiamo carburato, ci ha condannato un episodio e complimenti a loro. Noi volevamo giocare a calcio perche' fisicamente ci sovrastano. Sul fallo su Vucinic mi aspettavo l'espulsione, l'Inter e' una squadra che mette pressione all'arbitro, e' una squadra di carattere, e' un complimento che faccio all'Inter. Io sono dispiaciuto perche' non abbiamo giocato, avevo detto di non metterla sull'aspetto agonistico. Siamo caduti nella trappola e non mi e' piaciuto. Non dovevamo sbagliare la partita ma la squadra si e' impegnata''.'
Ora rimane la speranza di contrastare l'Inter in campionato. ''Noi faremo il nostro lavoro fino in fondo e ci proveremo senza dover avere rimpianti''. Poi analizza la partita dell'arbitro. Prima di andare via ci tiene a dire una cosa, in risposta a Mourinho: ''In tutta Europa la finale della coppa di lega si gioca nella capitale, anche in Portogallo...''.
DE ROSSI: DI LAZIO-INTER CE NE SONO TANTE...
Duro atto d'accusa di Daniele De Rossi contro il calcio italiano, dopo la finale di Coppa Italia tra Inter e Roma e le polemiche seguite a Lazio-Inter: ''L'Inter - ha detto - non c'entrava nulla: se mi regalano una torta, anche io me la prendo e me la porto a casa. Che la Lazio potesse togliere punti ai nerazzurri, io ci credevo. Poi non dobbiamo essere ipocriti e dire se l'Atalanta avesse vinto, se il Bologna non avesse pareggiato....Di Lazio-Inter ne esistono tantissime, nel calcio italiano. Il problema e' la nostra mentalita', che e' davvero piccola. In Inghilterra e in Spagna, certe cose non succedono''. Toni ha reclamato un rigore, ma De Rossi non se la sente di aprire un nuovo fronte: ''Poteva esserci, ma ne ho viste di peggio: nel complesso l'arbitraggio e' stato normale''. E il gesto di Totti? ''E' stato un fallo di frustrazione, un raptus di nervosismo: succede, anche se avendolo fatto lui ora sara' amplificato''.
TONI: "TOTTI? GUARDIAMO LE PROVOCAZIONI"
"Quando giochiamo contro l'Inter c'e' sempre qualche episodio strano''. Luca Toni non la manda a dire all'arbitro Rizzoli, e commenta cosi' la sconfitta della Roma nella finale di Coppa Italia contro l'Inter. ''E' stata una partita velenosa - ammette Toni - Loro la buttano sulla fisicità, ma hanno spesso un atteggiamento arrogante. Pero' molti episodi non sono stati fischiati, io invece vorrei presentarmi qualche volta qui e dire che ci hanno regalato la partita ma con l'Inter non succede mai. Anzi... L'Inter e' una squadra forte, pero' non mi ricordo episodi contro questa squadra. Nel campionato tedesco le grandi sono meno aiutate''. Un giudizio sul fallo di Totti su Balotelli che al n.10 e' costato l'espulsione: ''Francesco e' stato molto insultato altrimenti non avrebbe mai reagito cosi' - dice Toni - Non dobbiamo vedere solo le reazioni, ma anche da cosa sono state provocate''. Poi aggiunge: ''Anche Chivu mi sembra non si sia comportato bene: alla fine ha fatto dei gesti che non ci sono piaciuti''. Quanto ha pesato Lazio-Inter sul nervosismo della Roma? ''Di quella partita non parlo perche' tutti hanno visto quello che e' successo - risponde Toni - Ora spero che ci sia qualche sorpresa in queste ultime due partite, ma e' difficile''.
Per fortuna l'intervallo ha un effetto-camomilla: Ranieri riflette, fa fuori Burdisso (che ha rischiato il rosso nel convulso finale di tempo) e l'opaco Pizarro e chiama alle armi Motta e capitan Totti, chiamato ad affiancare Toni, a ricucire qualcosa tra le linee interiste. La Roma fatica a svegliarsi, i minuti passano e il forcing auspicato dal suo pubblico scatta solo dal quarto d'ora, quando il lentissimo Toni viene estromesso a favore del più agile Menez. Giallorossi più vivi, Inter tutto meno che morta, però: sostenuta da uno Zanetti per cui cominciano a mancare gli aggettivi e da un Eto'o a tutto campo, la squadra di Mourinho regge e controbatte appena può. Juan, dopo una punizione di Totti, si mangia il possibile 1-1. Ma la fiammella giallorossa si spegne già poco dopo la mezz'ora, asfissiata da un'Inter "uno per tutti, tutti per uno", stile Barcellona senza, però, ripetere l'esasperato catenaccio del Camp Nou. Giocando in undici, non ce n'è bisogno. Chi gioca in dieci, negli ultimi minuti, è la Roma: l'abbandona Totti, nervoso in maniera non spiegabile con la tensione del match. Il calcio violento, da dietro, sulle caviglie di Balotelli è voluto, cercato: forse è l'esclusione iniziale la miccia di un gesto davvero poco nobile. Molto nobile, invece, la stretta di mano di Mourinho a Balotelli, tolto dal campo per siglare pubblicamente la pace con tecnico, compagni, tifosi: una seconda vittoria nella perfetta notte dello Special One. Il primo dei tre gradini della scala che può portare l'Inter al punto più alto della sua storia, è salito. Ora il campionato, poi Madrid. Sognare, in queste condizioni, non è reato.