Per la Sampdoria è festa Champions
E' un colpo di testa di Giampaolo Pazzini al 6' della ripresa a regalare ai blucerchiati il quarto posto che vale il preliminare di Champions. Un Napoli sempre tignoso, è stato pericoloso soprattutto nel primo tempo con le occasioni di Denis e Quagliarella fermate da uno Storari già in formato "notti europee". Per la Sampdoria è un ritorno tra le grandi del calcio che non arrivava dalla stagione 1991/92. Per il Napoli è comunque Europa League.
LA PARTITA:
Il pomeriggio del Marassi si apre in un clima di festa con Cassano, che già al 1', è costretto a portar fuori dal campo il "consueto" invasore di campo con indosso lo slogan "Cassano in Nazionale". E che al talento barese, oggi, la Sampdoria si debba affidare è evidente perché, nei primi 20 minuti, sembra l'unico dei suoi a non accusare la tipica tensione da "appuntamento con la storia" prendendosi sulle spalle un gruppo e un pubblico davvero troppo tesi: sua l'incursione al 4', sue le giocate che portano la superiorità numerica e suo anche l'episodio dubbio quando si vede fischiare un fallo che sembra più di grava che altro. Il Napoli, nel frattempo, in campo c'è e se la gioca. Non a caso le occasioni da gol più importanti cadono sui piedi dei partenopei: al 26' con Denis che sottoporta non riesce a deviare il bel pallone offertogli da Maggio e al 34' con il mezzo miracolo di Storari sul colpo di testa di Quagliarella.
E almeno in avvio di ripresa la storia non sembra cambiare, ma la Samp appare perlomeno più determinata. Il gol di Ceravolo a Bergamo poi, infiamma un Ferraris che per festeggiare "al completo" deve aspettare solo due minuti: punizione tagliata di Ziegler e testa del solito Pazzini che, andandro sopra a Santacroce, regala ai blucerchiati già il quarto posto. A sigillare "il pacchetto regalo" poi, ci si mette anche uno Storari in versione ginnasta quando con una spaccata incredibile dice di no a un bel diagonale di Quagliarella e al tiro al volo di Dossena dieci minuti dopo. Il resto del tempo scivola via tra la standing ovation per Cassano e gli occhi sull'orologio del Ferraris che non sembra muoversi più.
Nel finale lo spazio è per la festa con un Cassano sugli scudi protagonista del più classico dei gavettoni all'arteficie del miracolo Sampdoria: Gigi Delneri. Il tecnico ha saputo dare forma a una creatura non certamente spettacolare ma sempre compatta, poco divertente ma efficace, che in un anno in cui è venuta a mancare una quarta forza nel campionato, ha saputo approfittare della situazione mettendo dietro oltre a Juventus e Fiorentina, anche un Palermo che forse a livello di organico gli è superiore ma che poi in soldoni è sempre stato dietro.