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Moratti: "Balotelli non è indispensabile"


Moratti:

Addio, o arrivederci, Mario. Massimo Moratti fa capire che il tempo di Balotelli all'Inter è scaduto e che la trattativa col Manchester City è sul rettilineo finale: "Mario è un talento che non si è ancora espresso al 100% - ha dichiarato - in questo momento non è sembrato così indispensabile all'interno della realizzazione della squadra". Moratti ha aggiunto che "ci sono delle offerte importanti e degli obiettivi di carattere economico".

I 30 milioni - extra-bonus- che gli Sceicchi mancuniani sono pronti a mettere sul tavolo di Palazzo Saras sono fondamentali per un bilancio da riassestare: ed ecco che Moratti spiega dunque che la scelta della cessione non è solo tecnica o comportamentale, ma è soprattutto dettata dalle leggi del mercato: "Il sacrifico lo fai con il giocatore che gli altri ti chiedono, non con quello che cerchi di vendere e nessuno vuole - ha detto - Balotelli rimane un grande talento, ma per noi è quasi un obbligo uscire in questa maniera". Alla domanda su quanto abbia inciso il rapporto non buono con l'ambiente, Moratti risponde: "Certamente avra' inciso. Non si e' trovato benissimo e anche gli altri in certi momenti, ma le vittorie hanno fatto si' che tutto si perdoni, anche perche' c'era la stima nei confronti del professionista che gioca bene. Cio' non toglie che questo abbia influito nel sentirlo un po' meno parte di un pezzo unico".

"AVEVO PENSATO A CAPELLO"
Balotelli va, qualcuno, forse, arriverà al suo posto. Uno o più rinforzi per Rafa Benitez, chiamato a riplasmare l'Inter reduce dalla stagione delle stagioni. "Dobbiamo ripartire con quello che abbiamo, un gruppo che ha fatto bene - considera Moratti - C'e' un allenatore diverso, che ha magari visioni leggermente diverse dal precedente, ma che cerca di preservare il buono. Da li' si riparte, dalle vere necessita' che puo' avere questa squadra. Poi ti puoi consentire lo sfizio del giovane. Non devi cercare la stella ma un giocatore funzionale, l'orologio deve girare cosi'".

Un allenatore diverso da Mourinho, sottolinea il patron: "Benitez era fra gli allenatori quello che aveva un'esperienza internazionale di un certo tipo, di lui mi avevano parlato molto bene e siamo andati diretti. Abbiamo anche valutato delle alternative, perche' la scelta era difficile. Benitez e' molto professionale, lavora moltissimo, ha degli schemi di lavoro simili a Mourinho, di studiarsi la partita, l'avversario. E 'garanzia di serieta' e, spero, di buoni risultati. Umanamente e' educato, cortese, affabile, non pressante, anche quando si parla di acquisti. Mourinho lo e' stato solo per Quaresma, poi non e' andata bene e si e' ritirato un po' in seguito. Ho sempre cercato di accontentare tutti, ma questo ha portato alla dispendiosita' di cui si parlava''.

Una prima scelta, insomma, anche se Moratti ammette che prima di quella dello spagnolo, su Appiano Gentile si era stagliata l'ombra di Fabio Capello: "E' stata un'ipotesi reale che e' durata due giorni e mezzo, il tempo di un week end, saltata il lunedi', non e' stato in concorrenza con Benitez, e' stato qualcosa di realizzabile, ma che poi non era in realta' realizzabile. Li' non ho toccato niente, e' arrivata una domanda che si e' ritirata da sola.

Tag: balotelli, moratti, manchester city, benitez, inter, news

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