Juventus, il "progetto" scricchiola
Il pugno preso dalla Roma in Coppa Italia è veramente da ko tecnico per una Juventus che, ancora prima del mese di febbraio, vede il nuovo progetto imperniato sulla "nuova triade" Agnelli-Marotta-Delneri seriamente incrinato. Fuori dalle Coppe, lontani dalla lotta-scudetto, rimane la prospettiva di un posto in Champions da conquistare senza rinforzi sul mercato. Si allontana anche il pubblico: giovedì sera fischi e cori ironici.
Nel mirino dei tifosi, per il momento, alcuni giocatori, nella fattispecie Amauri, a cui non viene perdonato più nulla: dopo l'ennesima palla persa, dalla curva si è levato il coro che inneggiava a David Trezeguet. Uno schiaffo al brasiliano, ma anche, indirettamente, a una dirigenza le cui mosse estive si stanno rivelando inefficaci e le non-mosse invernali stanno irritando il mondo juventino a fronte di un Milan capoclassifica che non esita a comprare (a costo zero) per tappare le falle e un'Inter che reagisce con due "crack" italiani come Pazzini e Ranocchia. In tutto questo, Marotta ha risposto con Toni e Barzagli, giocatori esperti e capaci, ma non casualmente legati al gruppo campione del mondo in Germania nel 2006: usato nemmeno tanto sicuro, come dimostra il repentino infortunio del centravanti.
E Gigi Delneri? Finora ha goduto di una immunità che i suoi predecessori, specie Ciro Ferrara, non hanno avuto. Ma dai mormorii degli spalti, dal tam-tam dei forum su Internet, si capisce che il tempo sta per scadere anche per lui. La squadra gioca male, non sembra in buone condizioni fisiche ed è ancora atterrita dagli infortuni (giovedì sera, ko per Pepe: non ci sarà con l'Udinese); il progetto tattico che faceva capo all'amato 4-4-2 sta facendo acqua e certe scelte dettate dalla doppia emergenza rotture-risultati non sono state felici. Colpisce, soprattutto, che il tecnico si lasci andare a qualche amara considerazione sull'attuale mercato ("Pazzini era il mio sogno, lo è rimasto", ha detto dopo Juventus-Roma) dopo che in estate è stata fatta man bassa di elementi da lui indicati. Motta, in questo senso, è la punta dell'iceberg di una serie di giocatori deludenti o comunque al di sotto delle aspettative.
In questo quadro, la partita di domenica con l'Udinese diventa davvero un crocevia fondamentale non solo per il campionato, ma per la continuità di una strada cominciata meno di un anno fa e ora già tremendamente complicata. All'andata, 4-0 per Del Piero & company e gran partita: sembra passato un secolo.