Borriello, attacco a Saviano
Uscita sorprendente di Marco Borriello che, in un'intervista rilasciata a GQ, ha attaccato Saviano affermando che "è uno che ha lucrato sulla mia città. Non c'era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos'è la camorra. Ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto". Quando Borriello aveva soltanto 11 anni, suo padre è stato ammazzato proprio dalla camorra: "Crescere senza padre è stata dura, ma l'esperienza mi ha rafforzato".
Tra Saviano che scrive Gomorra e quelli che dicono che Gomorra infanga l'immagine del Paese, l'attaccante del Milan, Marco Borriello si schiera dunque contro l'autore del libro. Nonostante l'uccisione del padre proprio dalla criminalità organizzata. Lo "spiacevole episodio", come lo chiama l'attaccante del Milan, lo ha costretto a maturare in fretta: "Crescere senza una figura maschile di riferimento è stato duro. Per fortuna, abbiamo avuto una mamma che ci ha fatto anche da papà. Comunque è un'esperienza che mi ha rafforzato e reso più responsabile. Altrimenti non sarei andato via da casa a 14 anni".
Da casa e da un quartiere non dei più facili: "San Giovanni a Teduccio, a Napoli, il quartiere con il più alto tasso di famiglie malavitose in Italia, pare". Come si cresce in un ambiente del genere? "Non è la giungla, ma nemmeno Disneyland. Diciamo che ti tempra e ti insegna a stare sveglio fin da piccolo. Prendi un bambino di 8 anni di Napoli e uno venuto su altrove: la differenza si vede".